Quest’anno per Natale ho deciso di farmi un regalo.
Uno di quelli che non hanno bisogno di carte e nastri per essere confezionati,
ma di tempo e cura.
Cura per me stessa.
Per la bambina che da sempre mi abita e che non ha mai smesso di sognare davanti alle piccole cose, quelle che mi fanno brillare gli occhi e mi scaldano il cuore.
Simone de Beauvoir scriveva:
Accetto la grande sfida di essere me stessa.
Questa frase mi accompagna da molto tempo.
Ma solo adesso ho capito che essere me stessa
non significa semplificarmi,
bensì restare fedele
alla mia complessità.
Tante volte mi sono trovata davanti a un bivio
e altrettante ho urlato:
“sono tornata!”
confondendo l’entusiasmo per un nuovo progetto con l’idea di aver finalmente trovato
il contenitore giusto per me.
E puntualmente tornava la crisi.
Perché il mio Essere non può essere intrappolato in una semplice definizione da scrivere nella bio di un social.
E, più di tutto, non potevo lasciare che l’impronta di tutti i miei pensieri, dei miei mille progetti e delle mie mille me fosse affidata a un luogo di cui non posseggo le chiavi.
Sono stanca di rincorrere gli insight di piattaforme i cui algoritmi mi portano a dubitare continuamente di me stessa.
Voglio sentirmi libera.
Libera di scegliere.
Senza ridurmi a una definizione.
Senza dover decidere chi essere ogni volta.
Dentro di me coesistono tante vite e io ho deciso di abbracciarle tutte.
Fra qualche giorno sarà la Vigilia di Natale.
Ed è anche il giorno in cui è nato mio figlio.
Un giorno che per me parla di nascita,
di ascolto,
di frequenze che si incontrano.
Che siano pochi o tanti non importa, il tuo pubblico è formato da entità, libere individualità in divenire che vibrano alla tua stessa frequenza.
disse Franco Battiato a Simone Cristicchi.
Ed è proprio con questo spirito che nasce fogli sparsi.
Un regalo che mi sono fatta
e che condivido con te che vibri alla mia stessa frequenza.
Buon Natale.





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